Back to SALVIAMO I CANI DI GREEN HILL, MONTICHIARI BR ALLEVATI PER I LABORATORI DI VIVISEZIONE

protesta al ministero della sanita'!

LA REGIONE CHIEDE CHIARIMENTI AL MINISTERO? CHIEDIAMOLI ANCHE NOI!
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Le proteste nei confronti della Asl regionale Lombardia, sia quelle via
e-mail che il presidio del 10 giugno, hanno sortito parte dell’effetto
sperato.

La situazione Green Hill non può essere più messa sotto silenzio e sia la
Asl che la Regione stessa stanno sentendo l’attenzione e la richiesta da
parte di un numero crescente di persone. Questa pressione sta generando
alcuni piccoli movimenti, sia a livello di politica locale che di
istituzioni, controlli presso l’allevamento e soprattutto richieste
formali e informali a chi nel Ministero della Sanità si occupa della
questione.

Non a caso il presidente della regione Lombardia Formigoni ha annunciato
pubblicamente che in effetti esiste nel caso Green Hill una discrepanza
tra la Legge Regionale sul benessere animale e la direttiva nazionale
sulla vivisezione, mentre all’interno del consiglio regionale alcuni
esponenti dell’opposizione hanno fatto una interrogazione con richiesta di
risposta scritta, sollevando la problematica di Green Hill e di come
questo lager possa operare sul territorio lombardo senza rispettare i
parametri imposti a tutti gli altri allevamenti di cani.
Ricordiamo per l’ennesima volta che l’applicazione di questa Legge
Regionale significherebbe la chiusura definitiva di Green Hill, ed è per
questo che la chiediamo, non per avere gabbie più larghe.

Qualcosa si smuove. Non certo grazie al caso o alla buonanima dei
politici, ma grazie a tutti coloro che hanno deciso di smascherare
l’atroce operato di Green Hill, di scendere in piazza a protestare, di far
sentire la propria voce, di chiedere delucidazioni e soluzioni.

Qualcosa si smuove a livello regionale, ma abbiamo notato, sia parlando
direttamente coi responsabili della Asl Regionale che da altre
segnalazioni, che la decisione sulla questione viene continuamente
rimandata al Ministero della Sanità, cui spetta decidere se è possibile
applicare questa Legge Regionale o se i pochi requisiti richiesti dalla
116/92, legge nazionale sulla vivisezione, sono sufficienti per regolare
l’operato di Green Hill.

E se tutti, dai politici ai veterinari della Asl, stanno chiedendo
delucidazioni al Ministero… perché non farlo anche noi?
In quelle stanze e su quelle scrivanie si decide la sorte dei migliaia di
individui rinchiusi dentro Green Hill e destinati ai laboratori di
tortura.
Noi, da fuori, dal basso, dalla forza delle nostre convinzioni, vogliamo
far sentire le loro urla e la loro sofferenza.
Noi siamo stanchi di stare ad aspettare che qualcosa cambi, vogliamo
essere noi stessi parte del cambiamento.

Facciamo sentire la nostra voce!

Mail:
[email protected], [email protected],
[email protected], [email protected]

Lettera Tipo:
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All'attenzione del Ministero della Sanità,

Scrivo questa lettera riguardo l’allevamento di cani beagle Green Hill di
Montichiari (BS).

Green Hill è l’unico allevamento di “cani da laboratorio” in Italia, uno
dei principali in Europa.
Come sapete un numero altissimo di cani, ben 2500, sono rinchiusi nei
capannoni chiusi di questa azienda, in cui non entrano né aria né luce
naturale.
Da questo allevamento centinaia di cani ogni mese finiscono nei laboratori
di vivisezione, dove saranno costretti ad inalare o ingerire sostanze
chimiche fino alla morte, ad essere sottoposti a chirurgia, operazioni al
cervello, paura, dolore.
Una fine orrenda in nome del profitto di questa azienda.

Ci chiediamo come questo allevamento possa operare sotto la Legge
Regionale 33/2009, la quale prevede per chi alleva o custodisce cani un
numero massimo di 200 animali e precise metrature per ogni individuo, che
Green Hill non rispetta assolutamente.
Anche se Green Hill ha un’autorizzazione del Ministero della Sanità e deve
operare sotto le direttive della legge 116, che norma la vivisezione in
Italia ma non...

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