Back to Stop ai bombardamenti israeliani a Gaza! Stop the Israeli bombing in Gaza!

100.000 no al massacro di Gaza

Cari tutti, in questi giorni la nostra causa su FB ha raggiunto i 100.000 aderenti ed è ormai diventata un luogo di informazione e dibattito sul massacro di Gaza molto frequentato. Purtroppo la situazione sul terreno non è migliorata per niente e l'esercito israeliano continua a massacrare civili e a tentare di porre fine alle speranze di pace con la sua insensata e criminale offensiva.
Pienamente interna a questa offensiva è da considerare anche l'enorme campagna di disinformazione e mistificazione che i media asserviti al potere stanno compiendo in questi giorni su quanto avviene a Gaza, specie in Italia. Non vogliono testimoni e per questo hanno impedito l'ingresso della stampa nella striscia di Gaza. Non voglio testimoni e per questo, alcuni siti ultrasionisti, "suggeriscono" a Tsahal gli obiettivi umanitari da far fuori: tra questi anche il nostro Vittorio Arrigoni.
Vi invio questa notizia che ha dell'agghiacciante e vi invito a continuare la mobilitazione, in rete e nelle piazze, perché sia messa la parola fina a questa ignobile aggressione.
Vi ricordo che il 17 Gennaio a Roma si terrà una manifestazione nazionale con le seguenti parole d'ordine: Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza; Basta con l’impunità del terrorismo di stato israeliano; Rompere ogni complicità politica, militare, economica tra lo stato italiano e Israele; Le bombe uccidono le persone, l’informazione manipolata uccide le coscienze. Per informazioni andate su www.forumpalestina.org

Un sito sionista chiede di uccidere Vittorio Arrigoni!

Vittorio Arrigoni è il cooperante italiano residente a Gaza che in queste settimane sta fornendo testimonianze preziose su quanto sta avvenendo nella Striscia, sia attraverso il quotidiano Il Manifesto sia attraverso il suo blog. Per un sito, evidentemente criminale, che va immediatamente denunciato ed oscurato, che si intitola http://stoptheism.com, Vittorio Arrigoni è indicato come il bersaglio numero uno da uccidere. Avete capito bene, da uccidere. Di lui e di altri cooperanti,
Jenny Linnel (bersaglio numero due) Ewa Jasiewicz, bersaglio numero 3, e una lista di altre persone, sono pubblicate foto e dettagli e segni particolari per poterli identificare e viene fornito perfino un numero di telefono negli Stati Uniti per poter segnalare all'esercito israeliano l'eventuale avvistamento e come poterli eliminare.
La Polizia postale e la Farnesina devono immediatamente attivarsi presso le autorità estere competenti perché chiunque si celi dietro il sito venga identificato e il sito oscurato. Ad una ricerca sul database del servizio Whois per il dominio in questione non è possibile ottenere alcuna informazione rilevante per identificare gli istigatori all'omicidio.

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