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Dal sito Ansa.it

Emergency, liberati a Kabul i tre operatori
Hanno trascorso le ultime 48 ore non in prigione. Compiacimento di Frattini
18 aprile, 16:24

ROMA - I tre operatori italiani di Emergency arrestati a Kabul sono stati rilasciati. Secondo quanto rende noto la stessa organizzazione, si stanno dirigendo verso l'ambasciata italiana a Kabul.

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha espresso il suo "vivo compiacimento per la positiva conclusione" della vicenda che aveva condotto sabato scorso al fermo dei tre medici italiani a Lashkar-gah, nella provincia di Helmand. Lo si apprende alla Farnesina.

"Abbiamo ottenuto quello che era il nostro obiettivo prioritario, e cioé la libertà per i nostri connazionali senza mettere in discussione la nostra posizione di ferma solidarietà con le istituzioni afghane e la coalizione internazionale".

Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, commentando la liberazione dei tre operatori di Emergency. Il rilascio dei tre cooperanti di Emergency a Kabul "é il risultato dell'intensa azione condotta dalla diplomazia italiana che ha agito con straordinaria professionalità e discrezione, nel rispetto delle istituzioni afghane che l'Italia e la comunità internazionale stanno aiutando a crescere".

"Vorrei condividere le nostre felicitazioni, in particolare con i familiari dei tre italiani con cui mi sono anche personalmente tenuto in contatto in questi giorni, che ho tenuto subito ad informare degli sviluppi positivi odierni e di cui ho sinceramente apprezzato il comportamento responsabile tenuto in questi giorni difficili per tutti". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, commentando il rilascio dei tre cooperanti di Emergency che erano stati arrestati sabato scorso in Afghanistan. "Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla soluzione positiva del caso", ha aggiunto il titolare della Farnesina.

LE ULTIME 48 ORE NON IN PRIGIONE - I tre operatori di Emergency, secondo quanto si è appreso, hanno trascorso le ultime 48 ore non in prigione, ma in una guest house, dove hanno potuto cambiarsi e muoversi con una certa libertà. Le autorità giudiziarie afgane hanno ritenuto che le prove a carico dei tre italiani non sono sufficienti a giustificarne la detenzione, anche se l'inchiesta sull'episodio continua per fare luce sulla presenza delle armi e delle munizioni nell'ospedale di Laskhar Gah. La vicenda dei tre italiani, viene sottolineato dalle fonti, é stata affrontata dalle autorità locali con una attenzione e una rapidità inedite per gli standard afgani, per un fatto del genere. Dunque, una soluzione positiva cui si è potuti giungere - viene ancora rilevato -, grazie all'importante lavoro della Diplomazia italiana e del'Aise in Afghanistan e grazie a quello che viene definito il"ruolo determinante" svolto da Saleh, il capo della Nds, i servizi segreti afgani.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/04/16/visualizza_new.html_1763616840.html

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