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DENUNCIA GREENPEACE/ Cancellato prestito al colosso brasiliano

ROMA: L’International Finance Corporation, l’istituzione del Gruppo
Banca Mondiale a sostegno degli investimenti privati nei Paesi in Via
di Sviluppo, ha cancellato il prestito di 90 milioni di dollari che
era stato concesso al gigante della carne e della pelle brasiliana:
Bertin. La decisione del IFC arriva due settimane dopo il lancio
dell’inchiesta di Greenpeace “Amazzonia che macello!” nel quale
l’organizzazione rivela che, dietro il finanziamento del settore
dell’allevamento bovino da parte del IFC e del Presidente Lula
attraverso la banca governativa per lo sviluppo economico (BNDES),
hanno fatto sì che questo settore diventasse la più importante causa
della deforestazione dell’ultimo polmone del nostro Pianeta e una
pericolosa fonte di emissioni di gas serra a livello globale.

Il prestito che IFC aveva concesso a Bertin è, infatti, stato
utilizzato per espandere le attività di allevamento di Bertin nella
regione amazzonica causando deforestazione illegale e accelerando il
cambiamento climatico.

“Che la Banca Mondiale abbia cancellato il prestito è senz’altro una
buona notizia – commenta Chiara Campione, responsabile della campagna
Foreste di Greenpeace Italia – ma è scandaloso che dei prestiti per
cifre così importanti siano stati concessi per foraggiare le attività
di un’azienda che si è macchiata di gravissimi crimini ambientali.
Finanziando Bertin la IFC si è resa corresponsabile della distruzione
dell’Amazzonia: un rifugio per la biodiversità e una delle più
importanti armi al mondo per combattere il cambiamento climatico”.

Gli ultimi 30 milioni di dollari del finanziamento non saranno quindi
più erogati a Bertin, il quale, secondo quanto dichiarato da IFC dovrà
restituire anche i 60 milioni che ha già ricevuto in tempi molto più
brevi di quelli stabiliti all’erogazione del prestito. Greenpeace
ritiene che anche la banca governativa BNDES debba immediatamente
tagliare i finanziamenti a Bertin e a tutte quelle aziende del settore
zootecnico che stanno deforestando l’Amazzonia e distruggendo il clima
del Pianeta.

La giustizia brasiliana, in seguito alla pubblicazione dell’inchiesta
di Greenpeace, apre un'indagine su Bertin e si appresta a richiedere
all’azienda e agli allevamenti illegali che deforestano l’Amazzonia e
riducono in condizione di schiavitù i lavoratori e le popolazioni
indigene, un indennizzo milionario per danni ambientali e le
principali catene di supermercati in Brasile, come Wal Mart, Pao de
Azucar e Carrefour, cancellano i propri contratti con Bertin in
seguito ad una azione civile del Ministerio Publico Federal che ha
imposto multe di circa 200 euro per ogni chilo di carne proveniente
dalla distruzione dell’Amazzonia commercializzata nel Paese.

In Italia, i clienti di Bertin per la carne come Kraft Foods Italia e
per la pelle come le concerie Rino Mastrotto, Gruppo Mastrotto e i
produttori di divani Chateau d’Ax, continuano a tacere ritenendo di
non dover prendere posizione rispetto ai loro rapporti commerciali con
aziende colpevoli di crimini gravissimi come la deforestazione, il
lavoro in condizione di schiavitù e il cambiamento climatico.

Greenpeace Deforestazione Zero: www.deforestazionezero.it

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