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E' in atto lo smantellamento delle istituzioni culturali italiane all'estero, a favore di un sistema privatizzato, non trasparente.

Diciamo STOP ai tagli del personale destinato alle scuole ed alle istituzioni scolastiche all'estero! Diciamo NO alla cancellazione dell'Offerta Formativa Pubblica! Diciamo SI ad una riforma dell'intero sistema...

L'Italia sta lentamente ma inesorabilmente abbandonando le sue scuole all'Estero e i Lettorati presso le università Estere, che per tanti anni hanno consentito sia a migliaia di italiani all'estero di educare i propri figli in scuole italiane laiche e pubbliche, sia a tanti stranieri di apprendere la lingua e la cultura italiana da personale qualificato e competente.

A causa dei tagli approvati nella legge 95/2012, detta Spending Review, il contingente del personale da inviare all’estero è stato ridotto di circa il 40% su un numero già precedentemente decurtato a 1000 unità.
Si fa presente che
1. Questo decremento è ben al di sopra del 10% imposto a tutte le Pubbliche Amministrazioni dalla Spending Review;
2. L’incertezza ingenerata da questa scelta sta ritardando enormemente la pubblicazione dell’Ordinanza Ministeriale per la formazione delle nuove graduatorie previste a seguito delle prove di accertamento linguistico, effettuate nel dicembre 2011, a cui hanno partecipato circa 30.000 tra docenti e personale tecnico ed ausiliario;
3. Tutto ciò ha creato una enorme confusione per un corretto avvio dell’anno scolastico e disagi notevoli per il personale, già all’estero, che è stato rimpatriato e deve quindi essere ricollocato;
4. Le economie che il Governo realizzerà con questi tagli rappresenta un risparmio di poco conto, che non contribuisce significativamente al progetto di risparmio della Spending Review, mentre mette un'ipoteca sul futuro delle istituzione italiane all'Estero;
Considerato che
1. Nel progetto di crescita del Governo Monti si afferma di voler promuovere all’Estero il sistema Paese, la cultura e la lingua italiana, di cui la scuola è la portavoce naturale;
2. La cancellazione per il futuro delle selezioni pubbliche di insegnati per l'estero non produrrà economie a breve termine ma avrà effetti nei prossimi anni, quindi non contribuisce agli obiettivi della Spending Review. Azzerando le selezioni pubbliche di fatto smobilita l'impegno pubblico all'Estero, senza indicare nessun sistema alternativo;
3. Le nuove disposizioni legislative, combinate con i tagli al personale, determinano che per quest’anno scolastico sarà possibile effettuare nomine solo per le Scuole Europee e per gli anni successivi, dovesse essere completato il piano dei tagli, gli invii all’estero saranno quasi azzerati, svuotando di fatto la già citata selezione linguistica tenutasi o a dicembre 2011;
4. Altri paesi europei, come la Germania, la Francia, la Spagna inviano all’estero contingenti di personale ben superiori allo sparuto drappello italiano che rimane ormai dopo la Spending Review. facendo così recedere l'Italia dal rango di potenza culturale, che finora ha detenuto;
5. Il personale diventato soprannumerario all'estero va ad aggravare la già difficile situazione creata nella scuola italiana a causa della ricollocazione degli ITP, degli inidonei e in generale del precariato tutto;
Chiediamo
1. Di ripristinare il contingente del personale statale alle 1000 unità originarie sostituendo i tagli con una diminuzione del 10% dell’indennità di missione all'Estero.
2. Di ripristinare il sistema dell’insegnamento della lingua e cultura italiana all’Estero, rafforzandolo e considerandolo una risorsa per lo sviluppo e la promozione del sistema paese e della sua lingua e cultura.
3. di emettere entro il mese di ottobre l'Ordinanza Ministeriale, già prevista dal bando di selezione linguistica, per la riformulazione delle graduatorie per la destinazione all’Estero.

Signed,

Marco Palone

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A dicembre dello scorso anno 22000 docenti hanno partecipato al concorso per poter insegnare all'estero, ma con la cosiddetta legge sulla Spending Review a partire da quest'anno scolastico sono ...

A dicembre dello scorso anno 22000 docenti hanno partecipato al concorso per poter insegnare all'estero, ma con la cosiddetta legge sulla Spending Review a partire da quest'anno scolastico sono stati effettuati tagli per il 40% su un contingente di 1000 persone, le selezioni pubbliche, inoltre, sono state eliminate per sempre, vanificando così l'esito del concorso e mettendo in dubbio il futuro delle istituzioni italiane all'estero, in cui insegneranno forse privati, reclutati chissà con quale criterio e con quali titoli. La privatizzazione strisciante della scuola pubblica e laica inizia al di fuori dei confini nazionali!
Sorprende, inoltre, che il Ministero degli Esteri, invitato come tutti gli altri ministeri a contribuire con economie nel proprio bilancio alla Spending Review abbia operato tagli su quello di un altro Ministero, il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, di fatto dismettendo le istutuzioni italiane all'estero.
A parole si insiste tanto sulla diffusione della cultura italiana nel mondo per incentivare il turismo nel nostro paese, per far meglio conoscere il nostro enorme patrimonio artistico culturale, ma di fatto si taglia la presenza sul terreno dei veri "ambasciatori" della nostra cultura nel mondo!

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