Dici no alla demonizzazione degli studenti internazionali Learn More
Oggi su repubblica c'e' un articolo di Diamanti e le lettere di alcuni studenti dell'uni di torino.
bella
Lo
http://www.repubblica.it/2007/12...
http://www.repubblica.it/2007/02...
Mah... Selene, anche le persone più intelligenti come Diamanti, in un paese in via di iperprovincializzazione come l'Italia, arrivano a dire mostruosità... Cmq in una settimana siamo già a 80 membri: cerchiamo di sfondare i 100 per fine anno!
Mah... Selene, anche le persone più intelligenti come Diamanti, in un paese in via di iperprovincializzazione come l'Italia, arrivano a dire mostruosità... Cmq in una settimana siamo già a 80 membri: cerchiamo di sfondare i 100 per fine anno!
A parte qualche distinguo tipicamente italiano la tesi centrale resta: le città universitarie sono ghetti della perdizione. Precisiamo che le tesi del Professor Diamanti sono regolarmente pungenti e ben pensate. Ma persistiamo nella nostra opposizione a questa cultura della demonizzazione. Questa campagna dopo 3 giorni ha già 30 membri. Passaparola!
A parte qualche distinguo tipicamente italiano la tesi centrale resta: le città universitarie sono ghetti della perdizione. Precisiamo che le tesi del Professor Diamanti sono regolarmente pungenti e ben pensate. Ma persistiamo nella nostra opposizione a questa cultura della demonizzazione. Questa campagna dopo 3 giorni ha già 30 membri. Passaparola!
scusate l'attacco di logorrea verbale.
e' l'articolo uscito ieri, che oggi ormai e' solo un trafiletto sulla pagina web di repubblica.
collegamento diretto a:
http://www.repubblica.it/2007/02...
s'intitola generazione a liberta' vigilata....
praticamente dovremmo vivere in riserve indiane...
scusate l'attacco di logorrea verbale.
e' l'articolo uscito ieri, che oggi ormai e' solo un trafiletto sulla pagina web di repubblica.
collegamento diretto a:
http://www.repubblica.it/2007/02...
s'intitola generazione a liberta' vigilata....
praticamente dovremmo vivere in riserve indiane...
DEUTSCHE VERSION
(Title:) Der Fall Meredith in Perugia: Schluss mit der Anti-Erasmus-Propaganda!
(Our Mission:) NEIN zur Dämonisierung der internationalen Studenten
(Description:) Eine Warnung an alle: Erasmus ist gefährlich, macht depressiv, kann zu Selbstmord führen. So das Urteil, das die italienische Tageszeitung La Repubblica und andere Medien in Italien derzeit verbreiten. WIR, die Eurogeneration, sagen NEIN zu dieser Dämonisierung des Studentenaustauschs und der internationalen Studenten in Italien und überall!
Näheres dazu auf
http://eurogeneration.cafebabel....
(Positions:) 1. Es lebe das Erasmus-Programm!
2. Keine Chance dem Provinzialismus!
3. Schluss mit der Anti-Erasmus-Propaganda!
DEUTSCHE VERSION
(Title:) Der Fall Meredith in Perugia: Schluss mit der Anti-Erasmus-Propaganda!
(Our Mission:) NEIN zur Dämonisierung der internationalen Studenten
(Description:) Eine Warnung an alle: Erasmus ist gefährlich, macht depressiv, kann zu Selbstmord führen. So das Urteil, das die italienische Tageszeitung La Repubblica und andere Medien in Italien derzeit verbreiten. WIR, die Eurogeneration, sagen NEIN zu dieser Dämonisierung des Studentenaustauschs und der internationalen Studenten in Italien und überall!
Näheres dazu auf
http://eurogeneration.cafebabel....
(Positions:) 1. Es lebe das Erasmus-Programm!
2. Keine Chance dem Provinzialismus!
3. Schluss mit der Anti-Erasmus-Propaganda!
ok, questa e' la sua risposta:
Gentile Studente, La ringrazio del suo messaggio, anche delle osservazioni
critiche. Lei ha ragione quando lamenta il rischio di ridurre una realtà
complessa ai nodi critici e sensazionali, è sempre presente, soprattutto sui
media. Io, personalmente, cerco sempre di percorrere la via inversa. Uso gli
avvenimenti straodinari come lampioni per illuminare la realtà circostante.
In questo caso, l'omicidio di Perugia. Di cui però mi sono largamente
disinteressato. Non vi ho fatto quasi cenno. Mi ha, però, permesso di
guardare intorno, a un fenomeno sempre più importante: la "studentizzazione"
delle città. L'oggetto della mia riflessione, però, non sono gli studenti
fuori sede, ma le città spersonalizzate, i rapporti intergenerazionali che
si perdono. L'invecchiamento osceno della nostra società Temi ai quali ho
dedicato numerosi contributi, che Lei, evidentemente, si è perso. Peraltro,
so bene che molti studenti studiano si impegnano e faticano con serietà.
Quanto all'Erasmus, ne sono promotore e, a livello europeo, organizzatore.
Però Lei ha equivocato. Ha generalizzato. Poi, si è fermato a un articolo di
un mese fa. Per precisare meglio gli aspetti che Lei solleva proprio ieri ho
pubblicato, su Repubblica.it, un secondo intervento sul medesimo tema. Per
evitare che se ne accorga e torni a scrivermi delle stesse cose fra un mese,
cioè l'anno prossimo, glielo allego. Può darsi che non ne sia egualmente
soddisfatto. Pazienza. me ne farò una ragione. E se non riesco a spiegare in
modo adeguato ciò che intendo, mi spiace. Limiti miei.
Cordiali saluti. ilvo diamanti
ok, questa e' la sua risposta:
Gentile Studente, La ringrazio del suo messaggio, anche delle osservazioni
critiche. Lei ha ragione quando lamenta il rischio di ridurre una realtà
complessa ai nodi critici e sensazionali, è sempre presente, soprattutto sui
media. Io, personalmente, cerco sempre di percorrere la via inversa. Uso gli
avvenimenti straodinari come lampioni per illuminare la realtà circostante.
In questo caso, l'omicidio di Perugia. Di cui però mi sono largamente
disinteressato. Non vi ho fatto quasi cenno. Mi ha, però, permesso di
guardare intorno, a un fenomeno sempre più importante: la "studentizzazione"
delle città. L'oggetto della mia riflessione, però, non sono gli studenti
fuori sede, ma le città spersonalizzate, i rapporti intergenerazionali che
si perdono. L'invecchiamento osceno della nostra società Temi ai quali ho
dedicato numerosi contributi, che Lei, evidentemente, si è perso. Peraltro,
so bene che molti studenti studiano si impegnano e faticano con serietà.
Quanto all'Erasmus, ne sono promotore e, a livello europeo, organizzatore.
Però Lei ha equivocato. Ha generalizzato. Poi, si è fermato a un articolo di
un mese fa. Per precisare meglio gli aspetti che Lei solleva proprio ieri ho
pubblicato, su Repubblica.it, un secondo intervento sul medesimo tema. Per
evitare che se ne accorga e torni a scrivermi delle stesse cose fra un mese,
cioè l'anno prossimo, glielo allego. Può darsi che non ne sia egualmente
soddisfatto. Pazienza. me ne farò una ragione. E se non riesco a spiegare in
modo adeguato ciò che intendo, mi spiace. Limiti miei.
Cordiali saluti. ilvo diamanti
scusate ma io gli ho scritto. m'ha fatto veramente incazzare.
scrivete tutti a: i.diamanti@soc.uniurb.it
sempre detto che i professori di sociologia sono da rinchiudere...
Gentile Professor Diamanti,
Le scrivo a seguito del suo articolo apparso su repubblica:
http://www.repubblica.it/2007/11...
augurandomi che la rete non mi abbia ingannato, e che Lei sia effettivamente l'Ilvo Diamanti che firma il suddetto articolo.
Mi presento, Lorenzo Clementi, 27 anni, laureato con lode a Roma, master a Barcelona, primo anno di dottorato a MAdrid, e ora dottorando a Bruxelles.
Le scrivo perche' il suo articolo presenta dei passi che fanno rabbrividire..
Specialmente questo:
"Gli studenti sono "popolazione" di passaggio. Non hanno radici locali. Né la prospettiva di restarvi per la vita. Pagano affitti alti per un appartamento condiviso con altri studenti. Non lo possono percepire come "casa propria". Case, strade, piazze: per questi giovani di vent'anni, "lontani da casa", sono uno "scenario". Dove trascorrono il tempo, dopo lo studio. E si divertono senza responsabilità."
e ancora:
"Queste "città universitarie": non sono città. I quartieri studenteschi delle medie e grandi città. Non sono quartieri. Sono "zone senza sovranità". Senza autorità. Senza comunità. Un po' centro commerciale, un po' villaggio turistico, un po' "pub diffuso". Verrebbe da evocare quelli che Marc Augé definisce i "non-luoghi". Ma ci sembra improprio. Perché questi "luoghi" hanno un'identità e radici storiche profonde. Solo che i "nuovi" residenti ne sono estranei. Peraltro, si tratta di ambiti dove le persone intrattengono relazioni fitte. Ma, perlopiù, temporanee, poco impegnative. Meglio, allora, parlare di "luoghi apparenti", popolati da una "gioventù apolide". "Città artificiali" in cui cresce una generazione di "non-cittadini"."
Evidentemente Lei ha dimenticato le finalita' dell'Erasmus, evidentemente non ricorda quanto possa essere complessa la gioventu', specialemente in un paese anziano e malgovernato, dove la generazione precedente, quella dei sessantottini e dei neofascisti, ha sfasciato tutto quello che era il boom economico.
Noi siamo la generazione senza futuro economico, quella degli stagisti sfruttati e malpagati. Noi, tuttavia, siamo la generazione europea, quella che ha l'occasione di creare uno spirito comunitario che unisca un continente tanto piccolo, quanto differente in lingue, costumi, culture.
Questo vecchio continente puo' avere un nuovo futuro piu' equo e solidale tramite una gioventu' che e' stata educata alla condivisione, all'ascolto dell'altro e, mi consenta il maiuscolo, alla PARTECIPAZIONE alla cultura dell'altro.
Non getti fango sull'esperienza di studio all'estero, dipingendo i giovani come orde di ubriachi senza regole. Perche' questa gioventu' ha molti piu' ideali di quanto poi non lo dimostri a voi, la generazione precedente.
Il vero problema e' che questa generazione subisce uno sviluppo bloccato dalle leggi del suo paese, perche' sono certo che e' molto piu' preparata di quella dalla quale riceve le direttive lavorative.
In ultimo, quale sociologo lei e', Le consiglio di rivedere la sua analisi. Mi sembra un po' raffazzonata, per la serie "tutta-l'erba-un-fascio".
Tali logiche, basate peraltro su un episodio tragico come quello di Perugia, hanno ben poco a che fare con la realta'.
Parli con i suoi studenti, li interroghi sulla realta' erasmus.
Siena, una delle citta' studentesche per eccellenza, ha vinto la classifica di citta' piu' vivibile d'Italia. PEr quanto la classifica possa essere inesatta, sicuramente ne risulta che Siena e' un buon posto dove vivere.
Smettiamola con il disfattismo, apra gli occhi.
Cordialmente,
Lorenzo Clementi
scusate ma io gli ho scritto. m'ha fatto veramente incazzare.
scrivete tutti a: i.diamanti@soc.uniurb.it
sempre detto che i professori di sociologia sono da rinchiudere...
Gentile Professor Diamanti,
Le scrivo a seguito del suo articolo apparso su repubblica:
http://www.repubblica.it/2007/11...
augurandomi che la rete non mi abbia ingannato, e che Lei sia effettivamente l'Ilvo Diamanti che firma il suddetto articolo.
Mi presento, Lorenzo Clementi, 27 anni, laureato con lode a Roma, master a Barcelona, primo anno di dottorato a MAdrid, e ora dottorando a Bruxelles.
Le scrivo perche' il suo articolo presenta dei passi che fanno rabbrividire..
Specialmente questo:
"Gli studenti sono "popolazione" di passaggio. Non hanno radici locali. Né la prospettiva di restarvi per la vita. Pagano affitti alti per un appartamento condiviso con altri studenti. Non lo possono percepire come "casa propria". Case, strade, piazze: per questi giovani di vent'anni, "lontani da casa", sono uno "scenario". Dove trascorrono il tempo, dopo lo studio. E si divertono senza responsabilità."
e ancora:
"Queste "città universitarie": non sono città. I quartieri studenteschi delle medie e grandi città. Non sono quartieri. Sono "zone senza sovranità". Senza autorità. Senza comunità. Un po' centro commerciale, un po' villaggio turistico, un po' "pub diffuso". Verrebbe da evocare quelli che Marc Augé definisce i "non-luoghi". Ma ci sembra improprio. Perché questi "luoghi" hanno un'identità e radici storiche profonde. Solo che i "nuovi" residenti ne sono estranei. Peraltro, si tratta di ambiti dove le persone intrattengono relazioni fitte. Ma, perlopiù, temporanee, poco impegnative. Meglio, allora, parlare di "luoghi apparenti", popolati da una "gioventù apolide". "Città artificiali" in cui cresce una generazione di "non-cittadini"."
Evidentemente Lei ha dimenticato le finalita' dell'Erasmus, evidentemente non ricorda quanto possa essere complessa la gioventu', specialemente in un paese anziano e malgovernato, dove la generazione precedente, quella dei sessantottini e dei neofascisti, ha sfasciato tutto quello che era il boom economico.
Noi siamo la generazione senza futuro economico, quella degli stagisti sfruttati e malpagati. Noi, tuttavia, siamo la generazione europea, quella che ha l'occasione di creare uno spirito comunitario che unisca un continente tanto piccolo, quanto differente in lingue, costumi, culture.
Questo vecchio continente puo' avere un nuovo futuro piu' equo e solidale tramite una gioventu' che e' stata educata alla condivisione, all'ascolto dell'altro e, mi consenta il maiuscolo, alla PARTECIPAZIONE alla cultura dell'altro.
Non getti fango sull'esperienza di studio all'estero, dipingendo i giovani come orde di ubriachi senza regole. Perche' questa gioventu' ha molti piu' ideali di quanto poi non lo dimostri a voi, la generazione precedente.
Il vero problema e' che questa generazione subisce uno sviluppo bloccato dalle leggi del suo paese, perche' sono certo che e' molto piu' preparata di quella dalla quale riceve le direttive lavorative.
In ultimo, quale sociologo lei e', Le consiglio di rivedere la sua analisi. Mi sembra un po' raffazzonata, per la serie "tutta-l'erba-un-fascio".
Tali logiche, basate peraltro su un episodio tragico come quello di Perugia, hanno ben poco a che fare con la realta'.
Parli con i suoi studenti, li interroghi sulla realta' erasmus.
Siena, una delle citta' studentesche per eccellenza, ha vinto la classifica di citta' piu' vivibile d'Italia. PEr quanto la classifica possa essere inesatta, sicuramente ne risulta che Siena e' un buon posto dove vivere.
Smettiamola con il disfattismo, apra gli occhi.
Cordialmente,
Lorenzo Clementi
Benvenuti ragazzi, usate questo spazio per condividere idee sull'ottuso provincialismo dimostrato in questa occasione da tanti media italiani sull'omicidio Meredith.
Benvenuti ragazzi, usate questo spazio per condividere idee sull'ottuso provincialismo dimostrato in questa occasione da tanti media italiani sull'omicidio Meredith.
Oggi su repubblica c'e' un articolo di Diamanti e le lettere di alcuni studenti dell'uni di torino.
bella
Lo
http://www.repubblica.it/2007/12...
http://www.repubblica.it/2007/02...