E' iniziata una nuova battaglia per due bambini

Da domani mattina una mamma di Correggio stazionerà tutti i giorni davanti al Tribunale dei Minorenni finché non otterrà giustizia. Vi invito ad aderire a questa causa http://apps.facebook.com/causes/396113 - "Aiutiamo due bambini a riabbracciare la mamma". Le vostre adesioni e le lettere ed email che avete mandato pe… Read More

Posted by Paolo on Nov 15 - Add a Comment - See All Bulletins

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Paolo 4 days ago

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Carla 9 days ago

Basta con gli abusi da parte delle istituzini ma della violenza psicologica dei bambini lontani dai propri genitori ki ne parlaSi fanno tanti studi ,Ma di bambini ke soffrono all'interno delle case famiglie ke sono dei lager ki se ne occupa?Le suere? E' tutto un ?????????????????????????????Basta leggere il libro:(Vittime della giustizia ) X capire cosa C'e' sotto. Nn tutti i bambini vengono violentati e drogati ,ma bisognerebbe indagare e i giudici nn fanno il loro lavoro Xke' nn indagano e nn sanno a volte nemmeno ki sono i genitori e cosa fanno si basano su cio' ke scrivono gli assistenti sociali .i quali sono al servizio del cittadino e si credono di essere al di sopra solo xke' gli vengono dati liberta' di operato ma loro hanno il compito si assistere e di aiutare il cittadino ad integrarsi nella societa' a trovargi 1 lavoro e fare di esso 1 xsona socialmente utile !E nn si devono credere( ASS SOC )si essere al di sopra di ogni solo xke' i Giudici incompetenti danno loro le autorita' ke loro stessi dovrebbero svolgere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Sono q.sti le leggi su cui dobbiamo combattere!!!!!!!!!!!E cercare di ottenere!Ognuno deve occupare il prorio posto e Svolgere le proprie mansioni .Cosa molta confusa in Itallia.

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Luca 9 days ago

ALTRO ABUSO SU FAMIGLIA : RIMETTE A POSTO LA SUA VITA MA NON LE RIDANNO I FIGLI

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Graziana 22 days ago

ancor oggi esiste l'inquisizione! roba da medio evo, sotrarre figli alle famiglie!! siamo nel 2010!!tornate al presente.

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Herlinde 22 days ago

Man muss nicht bis Vietnam gehen, um Kindern helfen zu müssen. Hier bei uns in der Schweiz gibt es so traurige Schicksale von Kindern, die im Alter von 9 Jahren in Heime für Schwererziehbare gesteckt werden, mit Spritzen ruhig gestellt werden, mit Medikamenten vollgepumpt werden, 6 Jahre in solchen Erziehungsanstalten verbringen müssen, bis zum Alter von 15 Jahren fast nicht geschult wurden, von Heim zu Heim gereicht werden von Vormundschaftsbehörden der Schweiz, wo dies gut heissen, und im Alter von 15 Jahren in psychiatrischen Kliniken an 5 Punkten angeschnall werden zur Ruhigstellung - das einzige Verbrechen dieses Kindes: es war ein Scheidungskind. Helft auch solchen Kindern.... die UNO-Kinderrechtskonvention zum Schutze des Kindes - in der Schweiz ein Fremdwort....

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Daniela about 1 month ago

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Daniela about 1 month ago

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Daniela about 1 month ago

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Paolo about 1 month ago

Torture tipiche da guerra del Vietnam nei confronti del bambino

«Il nostro perito - ha chiarito il legale dei genitori, l'avvocato Antonello Martinez - ha parlato di torture tipiche da guerra del Vietnam nei confronti del bambino». Il gup di Milano Maria Grazia Domani dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Marco Ghezzi nei confronti dell'assistente sociale, della psicologa, della preside e delle due maestre coinvolte nel caso. L'udienza preliminare è stata quindi aggiornata al 21 gennaio.

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Paolo about 1 month ago

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Paolo about 1 month ago

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Paolo 2 months ago

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Paolo 2 months ago

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Paolo 2 months ago

LA SOTTRAZIONE COATTA DI MINORI E FALSI ABUSI

SALVIAMO LA FAMIGLIA

Il minore ha diritto di essere educato nell’ambito della propria famiglia.

La famiglia e la scuola per secoli hanno avuto un ruolo essenziale, sia sociale che morale. Oggi questo diritto viene spesso negato. Un genitore di fronte a psicologi, psichiatri e assistenti sociali, può ritrovarsi accusato di colpe mai commesse, sulla base di opinioni soggettive proclamate o come parere “medico” o come parere “scientifico”.
I fenomeni di cui parliamo sono conosciuti come "falsi abusi e allontanamento coatto dei bambini dalla famiglia e loro collocamento in comunità alloggio, affido o adozioni".
Le statistiche rivelano che circa il 20% delle sottrazioni coatte sono motivate da assenza coatta dei genitori (provvedimenti carcerari), morte di entrambi i genitori, maltrattamenti o abusi. Il rimanente 80% circa avvengono con la motivazione di "inidoneità genitoriale". Questa motivazione ha aperto le porte a innumerevoli violazioni di legge e dei diritti.
Tramite valutazioni soggettive ed opinabili, psicologi e assistenti sociali spesso inducono il Tribunale dei minori a prendere provvedimenti drastici e drammatici, sottraendo i figli alla famiglia, collocandoli nelle comunità, mettendoli poi sotto indagine, analisi e quant’altro. La famiglia, nella maggioranza dei casi, è totalmente impotente di fronte a questo sistema che opera con l’ausilio, se i genitori si rifiutano, della forza pubblica.
Riteniamo che sottrarre i bambini ad una famiglia debba essere un evento straordinario, motivato solo da gravi e comprovate colpe.
Riteniamo inoltre che non si possa stabilire la responsabilità e l’inidoneità di un genitore attraverso valutazioni personali o test psicologici che non hanno alcuna validità scientifica.
Sulla base di centinaia di casi esaminati, osserviamo un attacco frontale operato contro l’autonomia e il ruolo fondamentale della famiglia che viene delegittimata da figure ascientifiche.
Per arginare questo fenomeno sono sorte in Italia molte associazioni con l’obiettivo di denunciare, difendere e tutelare i diritti fondamentali della famiglia e della genitorialità.
Nessuna famiglia è potenzialmente al riparo dall’errore “scientifico” dello psicologo, psichiatra e assistente sociale. Qualsiasi famiglia può essere coinvolta, come il caso di Basiglio insegna.
Le associazioni firmatarie del presente manifesto si pongono come difensori della famiglia, per evitare l’errore giudiziario che ha origine specialmente da opinabili perizie.
Sostenere questo movimento significa difendere e ripristinare l’integrità della famiglia, ma anche ricostruire il tessuto morale e sociale della società e far diminuire gli errori giudiziari.
COSA CHIEDIAMO
1. che la sottrazione di bambini alla propria famiglia possa avvenire solo sulla base di fatti gravi ed accertati o solo dopo l’acquisizione di prove oggettive attendibili;
2. che le perizie psicologiche-psichiatriche abbiano solo valore di opinioni e non siano considerate direttamente come “accertamento della verità”;
3. che le famiglie abbiano il diritto della parità tra accusa e difesa e che eventuali relazioni negative di assistenti sociali o di altre entità possano essere contestate e che si proceda ad accertare i fatti prima che possa avvenire la sottrazione dei bambini alla famiglia.

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Luca 2 months ago

Grazie Paolo per quello che stai facendo. Luca Parrino

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Paolo 3 months ago

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Paolo 3 months ago

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Paolo 3 months ago

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Paolo 3 months ago

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Paolo 3 months ago

Documentario inchiesta mercoledì 5 agosto 2009 alle 23,40 su RAITRE
Come inventare le malattie per fare profitti
Con la complicità dei media viene diffusa l’implacabile forza d’urto del marketing, in grado di diffondere la paura per malattie inesistenti o semplicemente la paura di invecchiare. In inglese si chiama DISEASE MONGERING, che si potrebbe tradurre “commercializzazione delle malattie”.

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Paolo 3 months ago

http://www.peacelink.it/sociale/...

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Paolo 4 months ago

LA SOTTRAZIONE COATTA DI MINORI E FALSI ABUSI

SALVIAMO LA FAMIGLIA

Il minore ha diritto di essere educato nell’ambito della propria famiglia.

La famiglia e la scuola per secoli hanno avuto un ruolo essenziale, sia sociale che morale. Oggi questo diritto viene spesso negato. Un genitore di fronte a psicologi, psichiatri e assistenti sociali, può ritrovarsi accusato di colpe mai commesse, sulla base di opinioni soggettive proclamate o come parere “medico” o come parere “scientifico”.
I fenomeni di cui parliamo sono conosciuti come "falsi abusi e allontanamento coatto dei bambini dalla famiglia e loro collocamento in comunità alloggio, affido o adozioni".
Le statistiche rivelano che circa il 20% delle sottrazioni coatte sono motivate da assenza coatta dei genitori (provvedimenti carcerari), morte di entrambi i genitori, maltrattamenti o abusi. Il rimanente 80% circa avvengono con la motivazione di "inidoneità genitoriale". Questa motivazione ha aperto le porte a innumerevoli violazioni di legge e dei diritti.
Tramite valutazioni soggettive ed opinabili, psicologi e assistenti sociali spesso inducono il Tribunale dei minori a prendere provvedimenti drastici e drammatici, sottraendo i figli alla famiglia, collocandoli nelle comunità, mettendoli poi sotto indagine, analisi e quant’altro. La famiglia, nella maggioranza dei casi, è totalmente impotente di fronte a questo sistema che opera con l’ausilio, se i genitori si rifiutano, della forza pubblica.
Riteniamo che sottrarre i bambini ad una famiglia debba essere un evento straordinario, motivato solo da gravi e comprovate colpe.
Riteniamo inoltre che non si possa stabilire la responsabilità e l’inidoneità di un genitore attraverso valutazioni personali o test psicologici che non hanno alcuna validità scientifica.
Sulla base di centinaia di casi esaminati, osserviamo un attacco frontale operato contro l’autonomia e il ruolo fondamentale della famiglia che viene delegittimata da figure ascientifiche.
Per arginare questo fenomeno sono sorte in Italia molte associazioni con l’obiettivo di denunciare, difendere e tutelare i diritti fondamentali della famiglia e della genitorialità.
Nessuna famiglia è potenzialmente al riparo dall’errore “scientifico” dello psicologo, psichiatra e assistente sociale. Qualsiasi famiglia può essere coinvolta, come il caso di Basiglio insegna.
Le associazioni firmatarie del presente manifesto si pongono come difensori della famiglia, per evitare l’errore giudiziario che ha origine specialmente da opinabili perizie.
Sostenere questo movimento significa difendere e ripristinare l’integrità della famiglia, ma anche ricostruire il tessuto morale e sociale della società e far diminuire gli errori giudiziari.
COSA CHIEDIAMO
1. che la sottrazione di bambini alla propria famiglia possa avvenire solo sulla base di fatti gravi ed accertati o solo dopo l’acquisizione di prove oggettive attendibili;
2. che le perizie psicologiche-psichiatriche abbiano solo valore di opinioni e non siano considerate direttamente come “accertamento della verità”;
3. che le famiglie abbiano il diritto della parità tra accusa e difesa e che eventuali relazioni negative di assistenti sociali o di altre entità possano essere contestate e che si proceda ad accertare i fatti prima che possa avvenire la sottrazione dei bambini alla famiglia.

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Paolo 4 months ago

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Paolo 4 months ago

Appello ai giudici

Volevo chiedervi di mandare la lettera qui sotto ai giudici e servizi responsabili di una sentenza scandalosa. Sarebbe meglio mandarla via posta ma mandatela almeno via e-mail. Facciamo sentire che siamo in tanti e che vogliamo proteggere i nostri bambini.
Ho verificato personalmente questa vicenda e ritengo si tratti di un abuso. Non vi chiederei di scrivere se non fossi sicuro. Il vostro aiuto è prezioso.

Grazie, Paolo
-------------------------------- ---
ESEMPIO DELLA LETTERA/E-MAIL DA INVIARE
-------------------------------- ---

Preg.mo
Presidente del TM di Bologna
Via del Pratello, 36 - 40122 BOLOGNA
tribmin.bologna@giustizia.it

Preg.mo
Procuratore della Repubblica Tribunale per i minorenni
Via del Pratello, 36 - 40122 BOLOGNA

Preg.mo
Sindaco del Comune di Castelfranco
Reggianini Stefano
Piazza della Vittoria, 8
41013 Castelfranco Emilia MO
sindaco@comune.castelfranco-emil...

Preg.mo
Assessore alle politiche sociali
Piazza della Vittoria, 8
41013 Castelfranco Emilia MO
manni.nadia@comune.castelfranco-...


Oggetto: minore sottratto alla famiglia

Ho letto con allarme quanto segnalato dall’avvocato Francesco Miraglia. Le chiedo, in qualità di cittadino, nell’interesse della signora e soprattutto della bambina, di mettere da parte qualsiasi considerazione personale, se del caso, e di sanare al più presto questa situazione che sembra essere una grave ingiustizia. Riporto qui sotto le contestazioni dell’avvocato.

“Nonostante la mamma, colpevole secondo il Tribunale dei Minori e del Servizio Sociale di Castelfranco (Modena) di ostacolare i rapporti padre figlia, abbia essa stessa richiesto per la figlia il collocamento presso l’abitazione del padre, abbia iniziato una mediazione di coppia e tutto ciò che possa favorire il ritorno a casa della bambina, inspiegabilmente e incredibilmente il Giudice relatore d’accordo con il Servizio Sociale del Comune di Castelfranco continua ad avere un comportamento pregiudizievole nei confronti di questa mamma.
Infatti, non possono che essere valutate inaccettabili considerazioni contenute nell’ultimo decreto del TM che vengono qui testualmente riportate: “rilevato che la mamma è invero parsa leggermente più collaborativa sia nel rapporto con il servizio sia nel rapporto con il padre della minore, pur se permangono perplessità circa l’idoneità della donna a portare avanti una reale e non disturbante condivisione della genitorialità”.
Di fronte a tali considerazioni è lecito chiedersi da dove provengono queste perplessità del Giudice e del Servizio Sociale? Su quali relazioni si è basato il Giudice relatore per giungere a tale decreto? I Servizi Sociali di Castelfranco in base a quali informazioni hanno relazionato al TM?
Invero esistono importantissime relazioni del CSM di Castelfranco che per conto del Tribunale seguono la mamma e una valutazione della capacità genitoriale a firma del prof. Mario Mariotti che screditano totalmente il decreto del TM e quanto sostenuto dal Servizio Sociale di Castelfranco.
Di fronte ad una certificazione dello psichiatra referente dott. N. Colombini del CSM di Castelfranco che dichiara testualmente: “alla luce dell’attuale situazione ma anche delle pregresse situazioni psico-affettive della Sig.ra, che si è dimostrata capace di crescere molto adeguatamente il figlio maschio, e del recuperato rapporto con il padre della figlia, tanto che le pregresse tensioni sulla gestione della minore appaiono superate facendo ipotizzare la possibilità di un prossimo stabile accordo tra i genitori, appare incomprensibile, eccessivo e inadeguato il provvedimento di allontanamento della minore dalla madre, oltre che potenzialmente estremamente dannoso per l’equilibrio psichico della bambina”.
Di fronte anche a quanto sostenuto dal Prof. Mariotti nella sua relazione secondo cui: “non sussistono dunque per quanto sopra esposto motivazioni logiche e soprattutto scientifiche per il perdurare della situazione di allontanamento della bambina dalla madre che al contrario può determinare gravi, prevedibili, potenzialmente persistenti a vita conseguenze psichiche”.
Di fronte a quanto sostenuto da questi esperti l’unica risposta del Tribunale e del Servizio sociale era quella di restituire alla bambina la sua famiglia.
Il Giudice relatore e l’assistente sociale referente, ferita probabilmente dalle contestazioni pubbliche della mamma, si sono letteralmente accanite su questa mamma considerata dagli esperti adeguata e capace di crescere un figlio e nonostante il recuperato rapporto con il padre della bambina è stato disposto che la mamma debba continuare gli incontri protetti con la propria figlia.
Quello che è ancor più grave, inadeguato, inaccettabile, da contestare con tutta l’energia possibile è il fatto che il Tribunale dei Minori e il Servizio Sociale, che la nostra Regione vanta come uno dei migliori in Italia non si siano chiesti assolutamente di come stia la bambina preferendo che la stessa rimanga nell’Istituto Centro per l’aiuto del Bambino a Reggio Emilia.
Forse il Tribunale dei Minori e il Servizio Sociale non sanno che la bambina ha una famiglia?
Purtroppo devo constatare che i Servizi Sociali di Castelfranco e i due Sindaci, si sono rilevati del tutto incapaci, inadeguati e insufficienti a gestire problematiche così complesse.
Proprio in questi giorni pubblicamente il Procuratore della Repubblica del Tribunale dei Minori il dott. Ugo Pastore ha sostenuto le inadeguatezze e le insufficienze dei Servizi Sociali.
Il caso della bambina di Castelfranco deve far riflettere della necessita di istituire un garante per l’infanzia e soprattutto far riflettere su servizi sociali siffatti.
La bambina non ha bisogno di stare in un istituto, ha già una famiglia e soprattutto due genitori adeguati che hanno solo bisogno di un attenta mediazione.
Pertanto mi rivolgo alle SSLL affinché ci sia un confronto reale di come il Servizio Sociale e il Tribunale dei Minori nella presente vicenda non ha funzionato con la speranza che per il bene della bambina vengano riviste immediatamente le posizioni del Tribunale e del Servizio Sociale.”

RingraziandoLa fin d’ora per l’attenzione resto in attesa di una sua cortese risposta.

Sinceramente,



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