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Riccardo about 1 year ago

Quando i risultati?

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Riccardo about 1 year ago

Quando i risultati?

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Luigi about 1 year ago

Pessima organizzazione a Pescara, difficile trovare i seggi elettorali. Sul sito http://primariegd.ilcannocchiale.it/ non ci sono gli indirizzi esatti e gli orari d'apertura. Nella piazza principale della città stasera non c'è nemmeno uno straccio di gazebo. (Molto più visibili le raccolte firme dei radicali)

Stasera vado al comitato elettorale (mezzora di macchina) che dovrebbe essere aperto dalle 20 alle 23 e spero di riuscire nell'impresa di votare la Innocenzi.

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Luigi about 1 year ago

Pessima organizzazione a Pescara, difficile trovare i seggi elettorali. Sul sito http://primariegd.ilcannocchiale.it/ non ci sono gli indirizzi esatti e gli orari d'apertura. Nella piazza principale della città stasera non c'è nemmeno uno straccio di gazebo. (Molto più visibili le raccolte firme dei radicali)

Stasera vado al comitato elettorale (mezzora di macchina) che dovrebbe essere aperto dalle 20 alle 23 e spero di riuscire nell'impresa di votare la Innocenzi.

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Alessandro about 1 year ago

In bocca al lupo Giulia!

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Alessandro about 1 year ago

In bocca al lupo Giulia!

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Riccardo about 1 year ago

in bocca al lupo dalla spagna per venerdì...;-)

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Riccardo about 1 year ago

in bocca al lupo dalla spagna per venerdì...;-)

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Manuela about 1 year ago

LUNEDI A PADOVA:

GIOVANI PROVE DI DEMOCRAZIA - PADOVA, IL CORAGGIO DI CAMBIARE

Lunedi 17 Novembre alle ore 18.00 presso la Sede Regionale del Partito Democratico di Piazza De Gasperi 28.


I candidati per l'Assemblea Costituente Regionale del Partito Democratico dei Giovani Antonio Bressa e Manuela Mtanis convocano nella loro città natale l'aspirante Segretaria Nazionale Giulia Innocenzi.
Tutti 24enni, tutti appartenenti al Partito Radicale, tutti candidati alle primarie del PD Giovani.
L'incontro per la presentazione delle candidature vuole essere, da Padova, la proposizione di nuove soluzioni. Tra queste il voto agli immigrati, primo passo per avere una cittadinanza attiva, più consapevole ed integrata. Il sogno americano interpretato da Obama è soprattutto la capacità di cambiare e per cambiare non dobbiamo aver paura di integrare le nuove "facce" del nostro Veneto.

Manuela Mtanis candidata per il Veneto con doppia cittadinanza Italo-Israeliana e origini Palestinesi ha voluto una serata all'insegna della "diversità che arricchisce", per mostrare a Giulia, suo punto di riferimento nazionale, le mille facce della città di Padova.
L'incontro verrà dedicato al libro "Così diverso, così uguale" di Valeter Nicoletti, libro sottointitolato "Io non mi sento diverso, ma purtroppo o per fortuna lo sono". L'incontro con l'autore non sarà possibile a causa delle barriere architettoniche della Sede Regionale del PD, che in questo caso non permettono all'autore di essere così uguale come vorrebbe.
Ospiti d'onore della serata saranno il Presidente della Commissione per la Rappresentanza degli Stranieri per il Comune di Padova, Karim Guennoun e la presidentessa della Comunità Palestinese, Bassima Awad che presenteranno ai giovani la loro attività di interlocutori sociali, culturali ed istutuzionali.
Interverrà nel dibattito sui temi propri delle Associazioni Radicali Luca Coscioni e Nessuno Tocchi Caino Gabriella Gazzea Vesce, nota personalità Padovana vedova di Emilio Vesce, che aprirà al dibattito sui recenti risvolti delle tematiche di fine vita riproposte all'opinione pubblica dal caso di Eluana Englaro.

A cinque giorni dal voto, tuttavia, il silenzio sulle primarie è pressochè assoluto, non è stato possibile utilizzare gli indirizzari delle primarie dello scorso anno. Solo uno dei candidati alla Segreteria ha potuto usufruire del servizio postale agli elettori, non si sa in base a quale criterio.

La candidata per il Veneto Manuela Mtanis, ribadisce: "Dalla nostra doppia tessera Radicali-PD portiamo avanti la battaglia per la libertà di associazione negli statuti dei partiti (art. 49 della Costituzione), dalla mia doppia cittadinanza Israeliana e Italiana, porto avanti la battaglia per il voto agli immigrati".

Il seggio è in piazza dei Signori sotto l'orologio, Venerdi 21 Novembre dalle ore 09.00 alle 23.00, possono votare tutti i ragazzi tra i 14 e i 29 anni, residenti a Padova e/o frequentanti l'ateneo patavino. Nel frattempo i giovani candidati si autofinanziano, stampano volantini e cercano di coinvolgere i coetanei con i metodi più innovativi youtube, facebook, feste, incontri per l'aggregazione e il multiculturalismo. Speriamo sia una buona lezione di democrazia per i grandi!

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Manuela about 1 year ago

LUNEDI A PADOVA:

GIOVANI PROVE DI DEMOCRAZIA - PADOVA, IL CORAGGIO DI CAMBIARE

Lunedi 17 Novembre alle ore 18.00 presso la Sede Regionale del Partito Democratico di Piazza De Gasperi 28.


I candidati per l'Assemblea Costituente Regionale del Partito Democratico dei Giovani Antonio Bressa e Manuela Mtanis convocano nella loro città natale l'aspirante Segretaria Nazionale Giulia Innocenzi.
Tutti 24enni, tutti appartenenti al Partito Radicale, tutti candidati alle primarie del PD Giovani.
L'incontro per la presentazione delle candidature vuole essere, da Padova, la proposizione di nuove soluzioni. Tra queste il voto agli immigrati, primo passo per avere una cittadinanza attiva, più consapevole ed integrata. Il sogno americano interpretato da Obama è soprattutto la capacità di cambiare e per cambiare non dobbiamo aver paura di integrare le nuove "facce" del nostro Veneto.

Manuela Mtanis candidata per il Veneto con doppia cittadinanza Italo-Israeliana e origini Palestinesi ha voluto una serata all'insegna della "diversità che arricchisce", per mostrare a Giulia, suo punto di riferimento nazionale, le mille facce della città di Padova.
L'incontro verrà dedicato al libro "Così diverso, così uguale" di Valeter Nicoletti, libro sottointitolato "Io non mi sento diverso, ma purtroppo o per fortuna lo sono". L'incontro con l'autore non sarà possibile a causa delle barriere architettoniche della Sede Regionale del PD, che in questo caso non permettono all'autore di essere così uguale come vorrebbe.
Ospiti d'onore della serata saranno il Presidente della Commissione per la Rappresentanza degli Stranieri per il Comune di Padova, Karim Guennoun e la presidentessa della Comunità Palestinese, Bassima Awad che presenteranno ai giovani la loro attività di interlocutori sociali, culturali ed istutuzionali.
Interverrà nel dibattito sui temi propri delle Associazioni Radicali Luca Coscioni e Nessuno Tocchi Caino Gabriella Gazzea Vesce, nota personalità Padovana vedova di Emilio Vesce, che aprirà al dibattito sui recenti risvolti delle tematiche di fine vita riproposte all'opinione pubblica dal caso di Eluana Englaro.

A cinque giorni dal voto, tuttavia, il silenzio sulle primarie è pressochè assoluto, non è stato possibile utilizzare gli indirizzari delle primarie dello scorso anno. Solo uno dei candidati alla Segreteria ha potuto usufruire del servizio postale agli elettori, non si sa in base a quale criterio.

La candidata per il Veneto Manuela Mtanis, ribadisce: "Dalla nostra doppia tessera Radicali-PD portiamo avanti la battaglia per la libertà di associazione negli statuti dei partiti (art. 49 della Costituzione), dalla mia doppia cittadinanza Israeliana e Italiana, porto avanti la battaglia per il voto agli immigrati".

Il seggio è in piazza dei Signori sotto l'orologio, Venerdi 21 Novembre dalle ore 09.00 alle 23.00, possono votare tutti i ragazzi tra i 14 e i 29 anni, residenti a Padova e/o frequentanti l'ateneo patavino. Nel frattempo i giovani candidati si autofinanziano, stampano volantini e cercano di coinvolgere i coetanei con i metodi più innovativi youtube, facebook, feste, incontri per l'aggregazione e il multiculturalismo. Speriamo sia una buona lezione di democrazia per i grandi!

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Giulia about 1 year ago

NEL COMITATO RADICALI ITALIANI CON LISTA GOLIARDICA ‘PUNTO G’ VOTATA DA PANNELLA
“In pieno spirito goliardico, lo stesso che oltre cinquanta anni fa ha costituito la nascita dei Radicali, insieme al leader storico Angiolo Bandinelli abbiamo presentato la lista ‘Punto G’ al Comitato Nazionale dei Radicali Italiani. E abbiamo ottenuto anche il voto di Marco Pannella!” Così Giulia Innocenzi, di ritorno dal Congresso di Chianciano che ha eletto Antonella Casu segretaria dei Radicali. “La lista ‘Punto G’ sta come Goliardici, Giovinastri, Geriatrici, Giulivi. La promozione dell’antiproibizionismo sul sesso, sulle droghe, sulla ricerca scientifica, sulla salute: su tutto”. Con il 13% dei voti, la lista ha ottenuto 8 eletti nel Comitato, fra cui la stessa Innocenzi e Francesco Spadaccia, di soli 17 anni. La stessa presentazione della lista recita: “All’offensiva conservatrice e regressiva, il ‘Punto G’ vuole contrapporre il ‘radicale da marciapiede’: quello che fa il tavolo in piazza, che raccoglie le firme sulla legalizzazione dell’eutanasia, della prostituzione e delle droghe, sull’informazione sessuale e sulla contraccezione, sui diritti dei malati e dei disabili”. Con una precisazione, però: “Non si tratta della lista dei giovani, ma di un gruppo di militanti più o meno storici che portano avanti le politiche radicali attraverso il proprio impegno sulla strada”.

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Giulia about 1 year ago

NEL COMITATO RADICALI ITALIANI CON LISTA GOLIARDICA ‘PUNTO G’ VOTATA DA PANNELLA
“In pieno spirito goliardico, lo stesso che oltre cinquanta anni fa ha costituito la nascita dei Radicali, insieme al leader storico Angiolo Bandinelli abbiamo presentato la lista ‘Punto G’ al Comitato Nazionale dei Radicali Italiani. E abbiamo ottenuto anche il voto di Marco Pannella!” Così Giulia Innocenzi, di ritorno dal Congresso di Chianciano che ha eletto Antonella Casu segretaria dei Radicali. “La lista ‘Punto G’ sta come Goliardici, Giovinastri, Geriatrici, Giulivi. La promozione dell’antiproibizionismo sul sesso, sulle droghe, sulla ricerca scientifica, sulla salute: su tutto”. Con il 13% dei voti, la lista ha ottenuto 8 eletti nel Comitato, fra cui la stessa Innocenzi e Francesco Spadaccia, di soli 17 anni. La stessa presentazione della lista recita: “All’offensiva conservatrice e regressiva, il ‘Punto G’ vuole contrapporre il ‘radicale da marciapiede’: quello che fa il tavolo in piazza, che raccoglie le firme sulla legalizzazione dell’eutanasia, della prostituzione e delle droghe, sull’informazione sessuale e sulla contraccezione, sui diritti dei malati e dei disabili”. Con una precisazione, però: “Non si tratta della lista dei giovani, ma di un gruppo di militanti più o meno storici che portano avanti le politiche radicali attraverso il proprio impegno sulla strada”.

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Giulia about 1 year ago

GIULIA AL CORRIERE DELLA SERA: PRIMARIE CON VIDEO DEL REGISTA DI NAZIROCK

Pensa in grande Giulia Innocenzi, che siano proteste o campagne elettorali, a dispetto dei suoi 24 anni. Del resto la coordinatrice degli studenti dell’associazione Coscioni è cresciuta alla scuola di Marco Pannella e dal maestro ha appreso l’abilità a creare il dibattito. Le primarie dei giovani del Pd non fanno eccezione e lei fa le cose sul serio, con tanto di video elettorale su YouTube e sul blog firmato da un regista vero: Claudio Lazzaro, autore del film Nazirock sui giovani dell’estrema destra. «Ha girato gratis - mette subito le mani avanti la Innocenzi -. Lo conobbi in occasione della proiezione che organizzai a giugno. Chiesi al rettore della mia università, la Luiss, di far vedere la pellicola su Forza Nuova ma la risposta fu negativa. Allora organizzammo l’evento alla Casa del Cinema di Roma. Fu la prima volta che il regista si incontrò con Roberto Fiore: un bel dibattito sulla società aperta e i suoi limiti. Così l’ho ricontattato e Lazzaro ha accettato». E pensare che la Innocenzi cominciò con i giovani di An, a cui tuttora riconosce alcune qualità come «la capacità di essere abbastanza autonomi rispetto ai propri leader e dì essere ben organizzati e strutturati a differenza dei giovani del Pd, che vivono ancora in un interregno e non potendo fare rete difficilmente possono avanzare proposte alternative». Ma la sintonia con An si esaurisce subito. «A 16 anni mi iscrissi ad Azione giovani - ricorda -. Vengo da una famiglia di centrodestra che mi ha trasmesso principi di liberalismo. Il populismo e la demagogia di Berlusconi non mi convincevano, così presi la tessera dei giovani di An senza però conoscerne bene le politiche. Al primo incontro capii che non faceva per me e me ne andai. All’università ho incontrato i radicali». La lezione di Pannella l’ha imparata bene, battaglie per i diritti e provocazione per tenere viva l’attenzione. Il video elettorale per la conquista della leadership unisce l’appello per un «ritorno del Pd alle sue origini: gente, bisogni e problemi», alla crociata perla «difesa della laicità dello Stato dall’ingerenza della Chiesa», che produce «gravi conseguenze su tutti noi e sulle nostre vite, sui diritti civili, sull’antiproibizionismo, sull’autodeterminazione, sulla ricerca scientifica, sulla sessualità». E non rinuncia alla proposta che di sicuro farà polemica: «Un distributore di preservativi nelle scuole come in Francia». Il tutto in tre minuti dì immagini, risultato di due ore di riprese con tre cameramen all’uscita del liceo Tasso di Roma - «perché gli studenti non si riconoscono più in questa politica» - e di un giorno di montaggio, ma soprattutto dei consigli del regista Lazzaro: «Mi ha spiegato come dovevo parlare in un video - conclude la Innocenzi - usare vocaboli semplici ed essere sintetica. E io ho riassunto il mio programma: laicità».

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Giulia about 1 year ago

GIULIA AL CORRIERE DELLA SERA: PRIMARIE CON VIDEO DEL REGISTA DI NAZIROCK

Pensa in grande Giulia Innocenzi, che siano proteste o campagne elettorali, a dispetto dei suoi 24 anni. Del resto la coordinatrice degli studenti dell’associazione Coscioni è cresciuta alla scuola di Marco Pannella e dal maestro ha appreso l’abilità a creare il dibattito. Le primarie dei giovani del Pd non fanno eccezione e lei fa le cose sul serio, con tanto di video elettorale su YouTube e sul blog firmato da un regista vero: Claudio Lazzaro, autore del film Nazirock sui giovani dell’estrema destra. «Ha girato gratis - mette subito le mani avanti la Innocenzi -. Lo conobbi in occasione della proiezione che organizzai a giugno. Chiesi al rettore della mia università, la Luiss, di far vedere la pellicola su Forza Nuova ma la risposta fu negativa. Allora organizzammo l’evento alla Casa del Cinema di Roma. Fu la prima volta che il regista si incontrò con Roberto Fiore: un bel dibattito sulla società aperta e i suoi limiti. Così l’ho ricontattato e Lazzaro ha accettato». E pensare che la Innocenzi cominciò con i giovani di An, a cui tuttora riconosce alcune qualità come «la capacità di essere abbastanza autonomi rispetto ai propri leader e dì essere ben organizzati e strutturati a differenza dei giovani del Pd, che vivono ancora in un interregno e non potendo fare rete difficilmente possono avanzare proposte alternative». Ma la sintonia con An si esaurisce subito. «A 16 anni mi iscrissi ad Azione giovani - ricorda -. Vengo da una famiglia di centrodestra che mi ha trasmesso principi di liberalismo. Il populismo e la demagogia di Berlusconi non mi convincevano, così presi la tessera dei giovani di An senza però conoscerne bene le politiche. Al primo incontro capii che non faceva per me e me ne andai. All’università ho incontrato i radicali». La lezione di Pannella l’ha imparata bene, battaglie per i diritti e provocazione per tenere viva l’attenzione. Il video elettorale per la conquista della leadership unisce l’appello per un «ritorno del Pd alle sue origini: gente, bisogni e problemi», alla crociata perla «difesa della laicità dello Stato dall’ingerenza della Chiesa», che produce «gravi conseguenze su tutti noi e sulle nostre vite, sui diritti civili, sull’antiproibizionismo, sull’autodeterminazione, sulla ricerca scientifica, sulla sessualità». E non rinuncia alla proposta che di sicuro farà polemica: «Un distributore di preservativi nelle scuole come in Francia». Il tutto in tre minuti dì immagini, risultato di due ore di riprese con tre cameramen all’uscita del liceo Tasso di Roma - «perché gli studenti non si riconoscono più in questa politica» - e di un giorno di montaggio, ma soprattutto dei consigli del regista Lazzaro: «Mi ha spiegato come dovevo parlare in un video - conclude la Innocenzi - usare vocaboli semplici ed essere sintetica. E io ho riassunto il mio programma: laicità».

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Giulia about 1 year ago

NO AL REFERENDUM. SI' A DDL CHE ELIMINI SPRECHI DELL'UNIVERSITA'

“Perché anziché promuovere un referendum che nulla può fare, non ci facciamo promotori di un disegno di legge che elimini gli sprechi dell’università e la ricerca, così da non fare ricadere sugli studenti i tagli che comunque verranno effettuati?” Così Giulia Innocenzi, la candidata a segretario dei giovani del Partito Democratico, in merito alla proposta di Walter Veltroni di indire un referendum abrogativo contro la legge Gelmini. “A fronte dell’impossibilità costituzionale di indire referendum in materia tributaria, l’unico risultato possibile sarebbe l’abrogazione del dispositivo sul maestro unico o sul grembiulino. Persevera così la logica dei piccoli provvedimenti, senza una visione generale del problema”. Per questo la candidata radicale si rifà alle tre proposte già lanciate sul web e contenute nell’appello “Contro il no ideologico. Per il sì alla riforma necessaria dell’università”, in cui propone “l’abolizione del valore legale del titolo di studio, per aumentare la competitività fra le università e chiudere quelle nate grazie all’amicizia fra il rettore e il sindaco; la peer review, ovvero la valutazione dei finanziamenti ai ricercatori stessi da parte di commissioni anonime, abolendo così tutti i costi degli organi gerarchizzati che oggi funzionano da imbuto per i soldi alla ricerca; l’eliminazione dei corsi di laurea più fantasiosi, che nel totale dei 5.500 presenti ad oggi in Italia, servono soltanto a dare una cattedra al professore”. La Innocenzi conclude: “Alcuni professori stanno dicendo ai loro studenti di mollare la mobilitazione, in vista del referendum. E’ in questo modo che si mette il cappello alle manifestazioni di questi giorni: facendo credere che la politica potrà farsi portatrice della risoluzione dei problemi, quando invece propone iniziative che distraggono, e fanno quindi perdere, l’attenzione sull’obiettivo. Un bel favore al governo”.

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Giulia about 1 year ago

NO AL REFERENDUM. SI' A DDL CHE ELIMINI SPRECHI DELL'UNIVERSITA'

“Perché anziché promuovere un referendum che nulla può fare, non ci facciamo promotori di un disegno di legge che elimini gli sprechi dell’università e la ricerca, così da non fare ricadere sugli studenti i tagli che comunque verranno effettuati?” Così Giulia Innocenzi, la candidata a segretario dei giovani del Partito Democratico, in merito alla proposta di Walter Veltroni di indire un referendum abrogativo contro la legge Gelmini. “A fronte dell’impossibilità costituzionale di indire referendum in materia tributaria, l’unico risultato possibile sarebbe l’abrogazione del dispositivo sul maestro unico o sul grembiulino. Persevera così la logica dei piccoli provvedimenti, senza una visione generale del problema”. Per questo la candidata radicale si rifà alle tre proposte già lanciate sul web e contenute nell’appello “Contro il no ideologico. Per il sì alla riforma necessaria dell’università”, in cui propone “l’abolizione del valore legale del titolo di studio, per aumentare la competitività fra le università e chiudere quelle nate grazie all’amicizia fra il rettore e il sindaco; la peer review, ovvero la valutazione dei finanziamenti ai ricercatori stessi da parte di commissioni anonime, abolendo così tutti i costi degli organi gerarchizzati che oggi funzionano da imbuto per i soldi alla ricerca; l’eliminazione dei corsi di laurea più fantasiosi, che nel totale dei 5.500 presenti ad oggi in Italia, servono soltanto a dare una cattedra al professore”. La Innocenzi conclude: “Alcuni professori stanno dicendo ai loro studenti di mollare la mobilitazione, in vista del referendum. E’ in questo modo che si mette il cappello alle manifestazioni di questi giorni: facendo credere che la politica potrà farsi portatrice della risoluzione dei problemi, quando invece propone iniziative che distraggono, e fanno quindi perdere, l’attenzione sull’obiettivo. Un bel favore al governo”.

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Giulia about 1 year ago

INTERVISTA A GIULIA: "SI', STUDIO ALLA LUISS, IN CLASSIFICA LA MIGLIORE"

Dal “Il Giornale” del 27 ottobre 2008

Roma Ha infilato una bella zeppa nel meccanismo telecomandato per l’elezione di segretario dei giovani democratici. Ha messo su un blog, ha promosso una raccolta di firme e ha sfidato il superfavorito Fausto Raciti, provocando lo slittamento delle elezioni. Non c’è da sorprendersi perché la scuola è quella di Marco Pannella. Giulia Innocenzi milita nel partito radicale ed è coordinatrice studenti dell’Associazione Luca Coscioni. Impegnata pure sul fronte delle proteste universitarie, incarna alcune delle tante contraddizioni di un movimento studentesco che si definisce apolitico sul quale però opposizione e Pd cercano di mettere il cappello.

E’ d’accordo con l’occupazione?

«Sono d’accordo. Gli studenti devono trovare il modo di esprimere le loro istanze.

Ma non si era espressa contro il no ideologico criticandole occupazioni?

«Sì. Gli studenti manifestano per difendere il diritto allo studio e sarebbe contraddittorio interrompere la didattica».

Quindi?

«Dico no al blocco della didattica e sì alle occupazioni durante i weekend e la notte. Ancora meglio le lezioni tenute in piazza perché pur non interrompendo l’attività didattica fanno emergere il problema dei tagli all’università. Il cittadino che paga i contributi deve sapere che con questi tagli ci viene negato il diritto allo studio».

Quale ateneo frequenta?

«Laurea specialistica in amministrazione pubblica alla Luiss».

Un’università privata?

«Sì».

Come mai?

«Semplicemente perché quando dovevo scegliere ho letto sulla classifica di Repubblica che la migliore facoltà di Scienze Politiche era quella della Luiss».

Tra le accuse che gli studenti lanciano alla Gelmini c’e pure quella di far entrare i fondi dei privati negli atenei e d ivolerli trasformare in fondazioni.

«Quella delle fondazioni è una questione complessa perché va bene l’autonomia gestionale, ma poi se subentra l’autonomia contabile le fondazioni aumentano le tasse e soltanto i ricchi possono permettersi di pagarle. Sarebbe un sistema iniquo».

Adesso non lo è?

«È iniqua pure la retta bassa uguale per tutti. Però con gli interventi della Gelmini peggiorerebbe anche perché per ora parla soltanto di tagli e non di riforma».

Ma vi sta bene un’università autoreferenziale dove imperano privilegi, sprechi e baronie?

«No. Siamo contro baronie e nepotismo ma non possiamo accettare i tagli contenuti nell’artico lo 66 della 133. Il governo hafatto molto per sostenere l’Alitalia ed i debiti ricadranno su noi cittadini. Riteniamo che uno sforzo analogo debba essere fatto con l’Università».

Non è giusto chiedere maggiore trasparenza nei bilanci dagli atenei?

«Ci sono molti costi da abbattere a cominciare dai corsi che servono soltanto a dare una cattedra al professore. Il nostro approccio non deve essere ideologico ma non ci si può far credere che la soluzione siano soltanto tagli a livello strutturale. E per ora la Gelmini ha messo soltanto quelli nero su bianco».

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Giulia about 1 year ago

INTERVISTA A GIULIA: "SI', STUDIO ALLA LUISS, IN CLASSIFICA LA MIGLIORE"

Dal “Il Giornale” del 27 ottobre 2008

Roma Ha infilato una bella zeppa nel meccanismo telecomandato per l’elezione di segretario dei giovani democratici. Ha messo su un blog, ha promosso una raccolta di firme e ha sfidato il superfavorito Fausto Raciti, provocando lo slittamento delle elezioni. Non c’è da sorprendersi perché la scuola è quella di Marco Pannella. Giulia Innocenzi milita nel partito radicale ed è coordinatrice studenti dell’Associazione Luca Coscioni. Impegnata pure sul fronte delle proteste universitarie, incarna alcune delle tante contraddizioni di un movimento studentesco che si definisce apolitico sul quale però opposizione e Pd cercano di mettere il cappello.

E’ d’accordo con l’occupazione?

«Sono d’accordo. Gli studenti devono trovare il modo di esprimere le loro istanze.

Ma non si era espressa contro il no ideologico criticandole occupazioni?

«Sì. Gli studenti manifestano per difendere il diritto allo studio e sarebbe contraddittorio interrompere la didattica».

Quindi?

«Dico no al blocco della didattica e sì alle occupazioni durante i weekend e la notte. Ancora meglio le lezioni tenute in piazza perché pur non interrompendo l’attività didattica fanno emergere il problema dei tagli all’università. Il cittadino che paga i contributi deve sapere che con questi tagli ci viene negato il diritto allo studio».

Quale ateneo frequenta?

«Laurea specialistica in amministrazione pubblica alla Luiss».

Un’università privata?

«Sì».

Come mai?

«Semplicemente perché quando dovevo scegliere ho letto sulla classifica di Repubblica che la migliore facoltà di Scienze Politiche era quella della Luiss».

Tra le accuse che gli studenti lanciano alla Gelmini c’e pure quella di far entrare i fondi dei privati negli atenei e d ivolerli trasformare in fondazioni.

«Quella delle fondazioni è una questione complessa perché va bene l’autonomia gestionale, ma poi se subentra l’autonomia contabile le fondazioni aumentano le tasse e soltanto i ricchi possono permettersi di pagarle. Sarebbe un sistema iniquo».

Adesso non lo è?

«È iniqua pure la retta bassa uguale per tutti. Però con gli interventi della Gelmini peggiorerebbe anche perché per ora parla soltanto di tagli e non di riforma».

Ma vi sta bene un’università autoreferenziale dove imperano privilegi, sprechi e baronie?

«No. Siamo contro baronie e nepotismo ma non possiamo accettare i tagli contenuti nell’artico lo 66 della 133. Il governo hafatto molto per sostenere l’Alitalia ed i debiti ricadranno su noi cittadini. Riteniamo che uno sforzo analogo debba essere fatto con l’Università».

Non è giusto chiedere maggiore trasparenza nei bilanci dagli atenei?

«Ci sono molti costi da abbattere a cominciare dai corsi che servono soltanto a dare una cattedra al professore. Il nostro approccio non deve essere ideologico ma non ci si può far credere che la soluzione siano soltanto tagli a livello strutturale. E per ora la Gelmini ha messo soltanto quelli nero su bianco».

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Giulia about 1 year ago

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Giulia about 1 year ago

GELIMINI, UN NO SENZA IDEOLOGIA
“Europa” del 21 ottobre 2008
di Giulia Innocenzi

Non si può che essere contrari a una “riforma”, quella del ministro Gelmini, che riduce di un miliardo e mezzo i fondi destinati all’università e impone la legge del turnover, ovvero l’assunzione di un solo ricercatore ogni cinque professori congedati.
Ma siamo sicuri che l’occupazione a oltranza, l’interruzione -didattica e il no ideologico - che si traduce più come la difesa del presente piuttosto che l’apertura alla riforma che vorremmo - siano la risposta migliore? Vi è una questione sia di merito che di metodo da approfondire e da promuovere nel dibattito in corso.
Per il merito; tre riforme possibili a costo zero, anzi sottocosto, potrebbero essere attuate da subito per alzare le sorti dell’università. Innanzitutto, l’abolizione del valore legale del titolo di studio. Per liberare il sapere dal potere delle corporazioni, occorre liberare la selezione dei professori dal valore legale dei concorsi, che con la tutela della “legalità” hanno ben poco a che spartire. Riprendendo un editoriale di Francesco Giavazzi pubblicato sul Corriere della Sera dello scorso anno,«per migliorare la qualità delle nostre università, l’unico modo è metterle in concorrenza l’una con l’altra», attraverso l’abolizione del valore legale del titolo di studio.
La seconda riforma necessaria è la peer review, un sistema che distribuisce i fondi attraverso la valutazione a carico dì revisori autonomi. Grazie a tale meccanismo, le università sono incentivate ad assumere ricercatori e professori capaci di ottenere finanziamenti autonomi e a pubblicare su riviste prestigiose.
Come ricorda il professor Piergiorgio Strata, copresidente dell’Associazione Coscioni, «questo è il meccanismo chiave di reclutamento negli Stati Uniti, dove non esistono concorsi, ma vige un meccanismo di cooptazione, in cui si va a caccia di ricercatori capaci di acquisire risorse che si riversano sulle istituzioni che svolgono la ricerca». Il finanziamento è assegnato ai singoli ricercatori, rendendo così gli scienziati liberi di compiere ricerche autonome, libere e incondizionate, svincolate da direttori e superiori. Infine l’abbattimento dei costi superflui: via gli amministrativi in eccesso, eliminazione dei corsi di laurea superflui, che ad oggi sono in totale 5500 - e che servono soprattutto a garantire cattedre ai professori - e un deciso no al proliferare delle sedi di- staccate, che tolgono finanziamenti agli studenti fuorisede e alle borse di studio, ma che ne danno in abbondanza ai potentati politici in loco. Per il metodo, invece, la riflessione dovrebbe vertere su quale possa essere il modo migliore per gli studenti per richiamare l’attenzione del governo e della società nel suo complesso sui tagli all’istruzione previsti dalla Finanziaria. Manifesti del tipo “Non pagheremo la vostra crisi” di questi giorni sembrerebbero voler tutelare come minimo la continuità della didattica. Tuttavia, in molte università d’Italia si fa avanti la richiesta della sospensione delle lezioni - spesso sponsorizzata da minoranze - che va a detrimento degli studenti ín primis.
Di altissimo valore culturale e sociale, invece, la risposta di alcune università, che hanno organizzato le lezioni in piazza di meccanica quantistica relativistica a Roma e di geografia dello sviluppo a Firenze. E per far sì che l’occupazione sia un autentico momento di dialogo fra studenti e professori, tale da garantire comunque la funzione primaria dell’università - che è la trasmissione del sapere e quindi della didattica perché non occupare di notte e nei fine settimana? Si potrebbero aprire le porte ai cittadini, dar vita a iniziative culturali di rilievo, spiegare alla società l’importanza del finanziamento dell’università, evidenziandone il valore con la garanzia della continuità stessa dell’insegnamento.
Perché la riflessione sull’università e sulla difesa del suo finanziamento, che i cittadini per primi dovrebbero richiedere, non sia appannaggio di pochi ma sia condivisa da tutti. Perché per primi sono proprio i cittadini che dovrebbero volere che percentuali più cospicue dei loro tributi all’erario vadano alla ricerca. Perché gli studenti possano trovare altre soluzioni rispetto alla sospensione del loro apprendimento per difendere il loro stesso sapere.

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Giulia about 1 year ago

GELIMINI, UN NO SENZA IDEOLOGIA
“Europa” del 21 ottobre 2008
di Giulia Innocenzi

Non si può che essere contrari a una “riforma”, quella del ministro Gelmini, che riduce di un miliardo e mezzo i fondi destinati all’università e impone la legge del turnover, ovvero l’assunzione di un solo ricercatore ogni cinque professori congedati.
Ma siamo sicuri che l’occupazione a oltranza, l’interruzione -didattica e il no ideologico - che si traduce più come la difesa del presente piuttosto che l’apertura alla riforma che vorremmo - siano la risposta migliore? Vi è una questione sia di merito che di metodo da approfondire e da promuovere nel dibattito in corso.
Per il merito; tre riforme possibili a costo zero, anzi sottocosto, potrebbero essere attuate da subito per alzare le sorti dell’università. Innanzitutto, l’abolizione del valore legale del titolo di studio. Per liberare il sapere dal potere delle corporazioni, occorre liberare la selezione dei professori dal valore legale dei concorsi, che con la tutela della “legalità” hanno ben poco a che spartire. Riprendendo un editoriale di Francesco Giavazzi pubblicato sul Corriere della Sera dello scorso anno,«per migliorare la qualità delle nostre università, l’unico modo è metterle in concorrenza l’una con l’altra», attraverso l’abolizione del valore legale del titolo di studio.
La seconda riforma necessaria è la peer review, un sistema che distribuisce i fondi attraverso la valutazione a carico dì revisori autonomi. Grazie a tale meccanismo, le università sono incentivate ad assumere ricercatori e professori capaci di ottenere finanziamenti autonomi e a pubblicare su riviste prestigiose.
Come ricorda il professor Piergiorgio Strata, copresidente dell’Associazione Coscioni, «questo è il meccanismo chiave di reclutamento negli Stati Uniti, dove non esistono concorsi, ma vige un meccanismo di cooptazione, in cui si va a caccia di ricercatori capaci di acquisire risorse che si riversano sulle istituzioni che svolgono la ricerca». Il finanziamento è assegnato ai singoli ricercatori, rendendo così gli scienziati liberi di compiere ricerche autonome, libere e incondizionate, svincolate da direttori e superiori. Infine l’abbattimento dei costi superflui: via gli amministrativi in eccesso, eliminazione dei corsi di laurea superflui, che ad oggi sono in totale 5500 - e che servono soprattutto a garantire cattedre ai professori - e un deciso no al proliferare delle sedi di- staccate, che tolgono finanziamenti agli studenti fuorisede e alle borse di studio, ma che ne danno in abbondanza ai potentati politici in loco. Per il metodo, invece, la riflessione dovrebbe vertere su quale possa essere il modo migliore per gli studenti per richiamare l’attenzione del governo e della società nel suo complesso sui tagli all’istruzione previsti dalla Finanziaria. Manifesti del tipo “Non pagheremo la vostra crisi” di questi giorni sembrerebbero voler tutelare come minimo la continuità della didattica. Tuttavia, in molte università d’Italia si fa avanti la richiesta della sospensione delle lezioni - spesso sponsorizzata da minoranze - che va a detrimento degli studenti ín primis.
Di altissimo valore culturale e sociale, invece, la risposta di alcune università, che hanno organizzato le lezioni in piazza di meccanica quantistica relativistica a Roma e di geografia dello sviluppo a Firenze. E per far sì che l’occupazione sia un autentico momento di dialogo fra studenti e professori, tale da garantire comunque la funzione primaria dell’università - che è la trasmissione del sapere e quindi della didattica perché non occupare di notte e nei fine settimana? Si potrebbero aprire le porte ai cittadini, dar vita a iniziative culturali di rilievo, spiegare alla società l’importanza del finanziamento dell’università, evidenziandone il valore con la garanzia della continuità stessa dell’insegnamento.
Perché la riflessione sull’università e sulla difesa del suo finanziamento, che i cittadini per primi dovrebbero richiedere, non sia appannaggio di pochi ma sia condivisa da tutti. Perché per primi sono proprio i cittadini che dovrebbero volere che percentuali più cospicue dei loro tributi all’erario vadano alla ricerca. Perché gli studenti possano trovare altre soluzioni rispetto alla sospensione del loro apprendimento per difendere il loro stesso sapere.

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Giulia about 1 year ago

BLOG OSCURATO, HANNO TENTATO DI SILENZIARMI!
“Il mio blog è stato oscurato per un giorno intero a causa di un attacco da parte di persone che mi vogliono evidentemente silenziare”. Così Giulia Innocenzi, candidata a Segretario dei Giovani del Partito Democratico. “Sabato 18 ottobre, digitando www.giuliainnocenzi.com, ho riscontrato che non c’era più il mio blog. Ho mandato immediatamente una e-mail alla piattaforma che ospita il mio blog, bluehost. La risposta è stata netta: ho subito un ‘DoS attack’, ovvero un tentativo di rendere la risorsa di un computer inutilizzabile ai suoi fruitori. A prescindere dai motivi, generalmente consiste nello sforzo concertato e malevolo di una o più persone di impedire a un sito internet di funzionare, temporaneamente o indefinitamente”. La candidata radicale si dice molto sorpresa per l’attacco di cui è stata vittima, “visto che uno dei punti del mio programma è proprio il software libero e la condivisione della rete e dei programmi telematici per il beneficio di tutti i fruitori e per la riduzione dei costi alla soglia quasi zero”.

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Giulia about 1 year ago

BLOG OSCURATO, HANNO TENTATO DI SILENZIARMI!
“Il mio blog è stato oscurato per un giorno intero a causa di un attacco da parte di persone che mi vogliono evidentemente silenziare”. Così Giulia Innocenzi, candidata a Segretario dei Giovani del Partito Democratico. “Sabato 18 ottobre, digitando www.giuliainnocenzi.com, ho riscontrato che non c’era più il mio blog. Ho mandato immediatamente una e-mail alla piattaforma che ospita il mio blog, bluehost. La risposta è stata netta: ho subito un ‘DoS attack’, ovvero un tentativo di rendere la risorsa di un computer inutilizzabile ai suoi fruitori. A prescindere dai motivi, generalmente consiste nello sforzo concertato e malevolo di una o più persone di impedire a un sito internet di funzionare, temporaneamente o indefinitamente”. La candidata radicale si dice molto sorpresa per l’attacco di cui è stata vittima, “visto che uno dei punti del mio programma è proprio il software libero e la condivisione della rete e dei programmi telematici per il beneficio di tutti i fruitori e per la riduzione dei costi alla soglia quasi zero”.

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Giulia about 1 year ago

AL VOTO IL 22 NOVEMBRE. ORA LA RAI PARLI DELLE PRIMARIE DEI GIOVANI!

“Si voterà sabato 22 novembre, almeno da quanto mi è stato riferito telefonicamente. Appena la data sarà ufficializzata, si potrà finalmente cominciare la campagna elettorale!” Così Giulia Innocenzi, candidata alle primarie dei Giovani del Partito Democratico, sulla decisione presa ieri dal Coordinamento ristretto del Partito Democratico. Venerdì scorso, infatti, i quattro candidati avevano richiesto il posticipo delle elezioni entro il 30 novembre, dopo che Innocenzi e Marini avevano denunciato mancanze organizzative e comunicative gravi. “Reinoltro l’invito al Partito Democratico ad attivare tutti gli strumenti a disposizione per dare massima pubblicità possibile alle primarie. Ai media generalisti, Rai in primis - considerato il servizio pubblico che dovrebbe garantire - chiedo di seguire i candidati in giro per l’Italia, nei loro incontri con i ragazzi: è troppo facile denunciare il disinteresse dei giovani alla politica, se poi momenti aggregativi simili, di portata potenzialmente “di massa”, vengono lasciati nell’ombra.

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Giulia about 1 year ago

AL VOTO IL 22 NOVEMBRE. ORA LA RAI PARLI DELLE PRIMARIE DEI GIOVANI!

“Si voterà sabato 22 novembre, almeno da quanto mi è stato riferito telefonicamente. Appena la data sarà ufficializzata, si potrà finalmente cominciare la campagna elettorale!” Così Giulia Innocenzi, candidata alle primarie dei Giovani del Partito Democratico, sulla decisione presa ieri dal Coordinamento ristretto del Partito Democratico. Venerdì scorso, infatti, i quattro candidati avevano richiesto il posticipo delle elezioni entro il 30 novembre, dopo che Innocenzi e Marini avevano denunciato mancanze organizzative e comunicative gravi. “Reinoltro l’invito al Partito Democratico ad attivare tutti gli strumenti a disposizione per dare massima pubblicità possibile alle primarie. Ai media generalisti, Rai in primis - considerato il servizio pubblico che dovrebbe garantire - chiedo di seguire i candidati in giro per l’Italia, nei loro incontri con i ragazzi: è troppo facile denunciare il disinteresse dei giovani alla politica, se poi momenti aggregativi simili, di portata potenzialmente “di massa”, vengono lasciati nell’ombra.

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